Il termine shelf-life è sempre più presente sulle etichette alimentari e nella comunicazione legata alla sicurezza del cibo. Ma cosa significa esattamente? E perché è così importante, sia per i consumatori che per i produttori?
La shelf-life (letteralmente "vita da scaffale") indica il periodo di tempo in cui un alimento, se conservato nelle condizioni indicate, mantiene le sue caratteristiche microbiologiche, fisiche, nutrizionali e organolettiche accettabili. In altre parole, è la durata entro cui il prodotto è sicuro da consumare e mantiene la qualità desiderata.
La vita da scaffale varia in base a diversi fattori: il tipo di alimento, il metodo di conservazione (fresco, refrigerato, congelato), il packaging utilizzato, l'ambiente di stoccaggio e l’eventuale presenza di conservanti naturali o artificiali.
Esistono due principali diciture legate a questo concetto, che spesso generano confusione:
Comprendere la differenza tra queste due indicazioni aiuta a ridurre gli sprechi alimentari, una delle principali sfide dell’agroalimentare moderno.
Per stabilire la shelf-life di un alimento, le aziende effettuano test di laboratorio specifici, chiamati studi di shelf-life. Questi possono includere:
Alcuni prodotti hanno una shelf-life molto breve (come latte fresco o carne), mentre altri – come prodotti in scatola o surgelati – possono conservarsi per mesi o anni.